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Falsi certificati ATP: benvenuta l’operazione della magistratura, ma per battere l’irregolarità occorre estirparne le cause profonde
Sono d’altra parte anni che chiediamo allo Stato di verificare, ben più efficacemente di quanto oggi avvenga, il rispetto, da parte dei committenti, di criteri di scelta dei vettori non sulla base del prezzo da essi richiesto, ma sulla base della verifica che questi siano provvisti di tutti i prescritti requisiti, in grado di garantire una movimentazione delle merci che avvenga nella piena sicurezza e nel rispetto delle norme.
Il “Portale della Regolarità”, che a giorni, risolti gli ultimi problemi tecnici, dovrebbe diventare operativo, rappresenta, da questo punto di vista, un primo fondamentale passo in avanti.
Chiediamo da altrettanti anni che lo Stato ponga in essere misure efficaci per far prendere atto ai committenti che un trasporto sicuro ed in regola non può essere svolto a tariffe e tempi di pagamento che non ripagano neppure lontanamente i costi di gestione delle imprese di autotrasporto e che costituiscono, in molti casi, una vera e propria consapevole induzione all’illegalità.
Per tutto questo, come TRANSFRIGOROUTE ITALIA e come T. I. ASSOTIR, siamo interessati a che il marcio, ove vi sia, venga scoperto ed eliminato senza alcuna esitazione.
Detto ciò, come TRANSFRIGOROUTE ITALIA,non possiamo non denunciare con altrettanta nettezza lo stato di insufficienza della normativa nazionale e la sempre più evidente debolezza e mancanza di risorse della P.A., anche in questo delicatissimo settore, che è chiamato a garantire il mantenimento della catena del freddo per la gran parte degli alimenti che, ogni giorno, arrivano sulle tavoledi milioni di europei e quindi, in ultima analisi, la salute dei nostri concittadini e l’immagine dell’eccellenza agroindustriale italiana nel mondo.
A differenza della Francia, che si è dotata da anni di sistemi telematici avanzati in grado di tracciare la storia di ogni veicolo, in Italia siamo ancora, per tanti versi, nell’epoca della carta, e, come dimostrano i fatti di questi giorni, senza alcuna possibilità di un controllo agevole e sicuro, al netto di indagini laboriose e complesse, di quanto la carta appaia a prima vista certificare.
In un paese che è tra i primi e più importanti produttori di ortaggi e derrate deperibili si aggiunge poi quello che appare, ai nostri occhi, un vero e proprio scandalo, ovvero il fatto che, da decenni, non si bandisce un concorso per l’allargamento del numero di ingegneri in grado di certificare la rispondenza dei veicoli alle normative ATP.
La mancanza di un fisiologico ricambio ha fatto sì che si sia finito per costruire una sorta di casta, per giunta limitatissima nel numero.
La conseguenza è che, a tutt’oggi, è assai difficoltosa, per non dire altro, la apertura di nuovi locali di prova, con il risultato di un anomalo allungamento dei tempi per chi attende il proprio turno per condurre a visita di verifica i propri veicoli.
Infine, a rendere ancor più fosco il quadro, pesa la continua diminuzione di uomini e di risorse assegnato ai servizi tecnici della Motorizzazione civile, in atto ormai da anni, senza che si abbia il coraggio di sposare, alla luce del sole, la linea della privatizzazione, sotto controllo pubblico, di alcune funzioni attualmente ad essa attribuite.
Se tutto questo, come ribadiamo, non può in alcun modo giustificare l’illegalità, certo non contribuisce a combatterla con il vigore che sarebbe necessario.
Da ultimo, in alcune realtà, come la Sicilia, l’autonomia regionale non si è dimostrata di alcun vantaggio per quanti speravano, grazie ad essa, di non ripetere ed anzi evitare gli errori dello Stato centrale.
Semmai il decentramento alla “siciliana” ha reso ancor più complesso e farraginoso il quadro che oggi, grazie all’indagine della Polizia di Ragusa è balzata ai fasti della cronaca. Ovviamente nera….
Anche da questo versante settoriale e specifico, quello del trasporto di merci deperibili in ATP, insomma, emerge la necessità di riavviare urgentemente il cammino verso una riforma profonda dell’autotrasporto e della logistica – tanto per quel che riguarda le normative che per quel che riguarda le relazioni tra i diversi operatori e tra essi e lo Stato – che possano consentire al nostro Paese di mettere davvero a frutto la propria vocazione – geografica, commerciale e strategica – di banchina logistica europea nel Mediterraneo e di Ponte strategico tra i tre continenti che in questo mare si bagnano.
Giuseppe BULLA,
Presidente di TRANSFRIGOROUTE ITALIA
