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Costi d’esercizio: il Ministero torna a pubblicarli

Costi d’esercizio: il Ministero torna a pubblicarli

13 Luglio 2015

 

Tuttavia la ripresa delle pubblicazioni è stata preceduta da una importante novità: la revisione della nota metodologica con cui il Ministero indica i valori delle singole voci di costo che, insieme con il gasolio, cooperano a determinare il risultato finale.

Si realizza così un sistema “alla francese”, ma senza le garanzie e gli elementi di sostegno che lo stato francese mette a disposizione degli utenti interessati al calcolo dei costi di esercizio

Nonostante il Parlamento avesse espresso una precisa indicazione, sulla quale non avrebbero dovuto esservi ulteriori polemiche o incertezze, il Ministero fa presente che la ben nota Autorità garante della concorrenza e del mercato – sempre pronta a difendere la libertà di intrapresa quando si tratti di altri che non i trasportatori – con parere n. S 2136, si è affrettata a segnalare i potenziali effetti distorsivi sulle dinamiche concorrenziali che avrebbero potuto prodursi per effetto della pubblicazione.

Tesi identica – ma si tratta ovviamente di un caso che dimostra solo la preparazione giuridica degli esperti di quella Confederazione – a quella da sempre sostenuta da CONFETRA…..

Il Ministero, preso atto di quanto rappresentato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato con il suddetto parere, ha immediatamente provveduto, senza alcuna interlocuzione con le Associazioni, a sospendere la pubblicazione dell’aggiornamento dei valori.

Ora, dopo che proprio la Committenza si era finalmente accorta della impraticabilità di un “no” totale,  sembra essere scoccata l’ora derl compromesso:

  • il Ministero “al fine di dare comunque attuazione alla norma di legge evitando anche solo potenziali effetti negativi sulla concorrenza nel settore“, torna a pubblicare i valori dei costi indicativi di esercizio;
  • ma lo fa con una nuova pubblicazione che, assicura sempre il Ministero, è “attenta a non creare gli effetti distorsivi della concorrenza segnalati dall’Autorità“.

Il Ministero,  scopre così – dopo che avevamo in tutti i modi cercato di spiegarglielo – che i costi effettivi dei servizi di trasporto di merci per conto di terzi sono suscettibili di variare notevolmente a seconda della tipologia di impresa (monoveicolare, artigiana o strutturata), della tipologia del veicolo (massa, allestimento, vetustà) e della tipologia di trasporto (generico, ADR, ATP, ecc.).

Per rispettare il dettato normativo, e al contempo tenere conto delle segnalazioni dell’AGCM, pertanto, il Ministero sceglie quindi di fornire all’impresa di autotrasporto ed al committente “elementi utili per la autonoma individuazione dei costi del servizio di trasporto“.

Questa scelta, che pure potrebbe avvicinare il modello italiano al “modello francese” ha tuttavia, con l’esperienza dei cugini d’oltralpe, una notevole differenza: nel caso della Francia, infatti, il Comitato Nazionale del Trasporto Stradale (una sorta di equivalente del nostro Comitato Centrale per l’Albo) mette a disposizione di ogni interessato – trasportatore, committente, destinatario, ecc. – un apposito software con cui egli può, sia per i contratti di durata che per i contratti spot, verificare quale dovrebbe essere realisticamente, il costo di esercizio corretto, nel rispetto delle norme sulla sicurezza, la trasparenza e la legalità.

Il software, del quale pubblichiamo una traduzione non ufficiale, benchè abbastanza compèlesso, si è dimostrato efficace e, tuttavia, sembra che come tutte le cose efficaci che accadono altrove, da noi non se ne debba fare in alcun modo tesoro.

Qui in Italia, invece, l’interessato – ad iniziare dal trasportatore – è lasciato in balia di se stesso e gli unici aiuti che gli si danno sono i riferimenti a dati esterni, come ad esempio il CCNL (quale?) per il calcolo del costo del lavoro, oppure vengono indicati dei criteri generici, come, ad esempio, per il “valore indicativo Km del costo pneumatici”,  la loro variabilità “a seconda della durata, derivante da tipo pneumatico e utilizzo”.

Concludendo:

  • Il MIT provvederà mensilmente ad aggiornare la componente gasolio dei costi di esercizio, sulla base delle rilevazioni del MISE;
  • Per quanto riguarda le altre voci di costo (che la tabella, come evidenzia il Ministero, riporta a titolo indicativo per veicoli generici di massa superiore a 26 ton), il MIT non provvederà più a quantificarle e ad aggiornarle con cadenza almeno annuale (come prevedeva, invece, la nota del 24 Febbraio). 
  • Sarà dunque l’utente che si farà carico di rivolgersi ad altre fonti in funzione della specificità della propria impresa.
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