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Albo Autotrasporto: accordo Province-Mintrasporti.

Albo Autotrasporto: accordo Province-Mintrasporti.

26 Aprile 2015

 

La norma, tuttavia, è da subito apparsa di difficile attuazione, in quanto prevedeva un complesso spostamento di funzioni, ma anche di personale e di risorse economiche da una parte delle istituzioni ad un’altra parte, senza che fosse ben definito come tale trasferimento dovesse concretamente avvenire, anche tenuto conto del diverso inquadramento normativo ed economico del personale interessato.

Ora, finalmente, l’accordo sembra raggiunto e quindi alleghiamo alla news sia il testo dell’Accordo sancito il 23 aprile scorso che la bozza di D.P.C.M. dell’8 gennaio 2015, nel testo che è pubblicato sul sito dell’Unione delle Province Italiane.

L’accordo prevede che, al fine di assicurare la regolare tenuta dell’Albo degli autotrasportatori, a tutela dell’utenza, le Province e le Città Metropolitane, per un periodo di sei mesi decorrenti dalla data di pubblicazione del DPCM, continueranno nell’istruttoria delle pratiche avviate.

Tuttavia, sin dalla pubblicazione in G.U. del D.P.C.M. tutte le nuove pratiche dovranno essere presentate e lavorate dalle strutture decentrate del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.

Non è questa la sede per un esame approfondito dei testi, che ci riserviamo di fare nei prossimi giorni, ma vogliamo dire subito che, ove il testo del D.P.C.M. fosse davvero questo, molte sarebbero le questioni su cui occorrerebbe urgentemente fare chiarezza.

E’ infatti, per quanto ci riguarda, del tutto condivisibile l’idea di riconcentrare negli Uffici della Motorizzazione la tenuta degli Albi provinciali dell’autotrasporto, visto che tali Uffici sono già competenti alla tenuta del R.E.N. – il Registro Elettronico nazionale che attesta la capacità dell’impresa iscritta all’Albo, di esercitare concretamente l’attività di autotrasporto – e che l’iscrizione all’Albo e l’iscrizione al R.E.N. sono, appunto, due fasi del medesimo processo.

Tuttavia non nascondiamo che la previsione – attualmente contenuta nella bozza di D.P.C.M. – che le competenze sull’iscrizione all’Albo non vengano svolte diffusamente sul territorio, come attualmente avviene tramite le Province, ma vengano concentrate in pochissime sedi – quelle costituite dalle Direzioni Generali Territoriali del Ministero, strutture interregionali che si occupano, ciascuna, di aree vastissime del nostro paese non sembra si possa davvero considerare un passo in avanti nella risposta alle esigenze del settore e delle imprese, di una semplificazione e di una maggiore rapidità e efficacia dell’azione amministrativa.

Per di più, se leggiamo bene, le pratiche di iscrizione, variazione, ecc., dovrebbero essere sottoposte previamente al parere – non amministrativamente vincolante, ma, certo, politicamente difficilmente eludibile – di un Comitato interprovinciale in cui si ipotizza siedano assieme funzionari del Ministero e Rappresentanti delle Associazioni (chissà perché non tutte quelle presenti nel C.C.; ma solo 5, scelte insindacabilmente dal Direttore della D.G. Territoriale).

Immaginando che sarà difficile riunire con la necessaria continuità e tempestività un Comitato che, per giunta, agisce “gratis et amore Dei”, il rischio è quello che il passaggio delle competenze finisca per complicare e rendere più lungo e farraginoso per le imprese, l’iter delle pratiche di iscrizione, variazione, ecc.  

Allora, in attesa che su tutto ciò si pronuncino le competenti strutture di direzione delle Associazioni, ivi inclusa la nostra, ci limitiamo a considerare, come semplici redattori, che:

  • sarebbe forse stato meglio ipotizzare di lasciare agli Uffici Provinciali, quelli che sono più vicini alla quotidiana attività delle imprese,  i compiti più concretamente amministrativi indicati dal D.P.C.M.:
    • ricevere e istruire le domande delle imprese per l’iscrizione nell’Albo e decidere sul loro accoglimento;
    • redigere l’elenco di tutti gli iscritti della provincia nell’Albo, eseguire tutte le variazioni e curarne la pubblicazione;
    • accertare se permangono i requisiti per l’iscrizione nell’Albo;
    • deliberare le sospensioni, le cancellazioni e i provvedimenti disciplinari previsti dalla normativa;
  • riservare invece alle strutture interregionali quei compiti – questi sì, necessariamente da leggere su tempi più meditati e con uno sguardo più lungo – che riguardano il controllo  della professione e lo stimolo al miglioramento delle imprese, così come si legge nella bozza di D.P.C.M.:
    • curare l’osservanza, da parte dei propri iscritti, delle norme in materia di autotrasporto di cose per contò dì terzi, ai fini dell’applicazione delle sanzioni disciplinari previste dalla legge;
    • promuovere, nell’ambito locale, anche d’intesa con le Associazioni della categoria, lo sviluppo e il miglioramento del settore dell’autotrasporto di cose;
    • esercitare ogni altro ufficio ad essi delegato dal Comitato Centrale.

Torneremo nei prossimi giorni sulla vicenda che, ipotizziamo, non potrà non essere già argomento di discussione sia della seduta del C.C. dell’Albo programmata per il 28 aprile – che segnerà ufficialmente l’ingresso dei rappresentanti di T.I. ASSOTIR nell’Organismo; sia dell’incontro che – come si può leggere in altera parte del nostro sito –  le Associazioni hanno unitariamente richiesto, sottolineandone l’urgenza,  al Ministro Delrio.

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