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I miei auguri che la Pasqua 2015 segni l’inizio della primavera anche per l’autotrasporto italiano
Soprattutto, il mio augurio è che, con la primavera metereologica, la Pasqua 2015 possa portare agli autotrasportatori italiani anche una nuova primavera per il settore.
Che ci si possa tutti insieme stupire con la sorpresa di un cambio di passo nella capacità e, soprattutto, nella volontà di affrontare – finalmente in un modo organico e non attraverso provvedimenti disorganici e raffazzonati – le ragioni strutturali profonde, nazionali ed internazionali, della crisi che, ormai da molti anni, vive l’autotrasporto italiano e, di conseguenza, le decine di migliaia di piccole e medie imprese che in questo mercato operano, dando lavoro a centinaia di migliaia di addetti, che arrivano quasi al milione ove si considerino anche tutti i lavoratori delle imprese dell’indotto che, alle fortune dell’autotrasporto, vedono strettamente connesso il proprio avvenire, il proprio lavoro ed i propri redditi.
Arriviamo a questi giorni di Pasqua 2015, attraverso un cammino caratterizzato dal permanere delle difficoltà che hanno contraddistinto tutti gli ultimi anni, a far data almeno del 2008, e che ha visto una ulteriore accelerazione con la crisi istituzionale e di direzione del comparto a seguito delle dimissioni dell’On. Lupi da Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Ci auguriamo che tale situazione di difficoltà possa essere rapidamente superata con la designazione di un Ministro che abbia, insieme, l’autorevolezza necessaria a padroneggiare le enormi problematiche che gravano su un Ministero che deve garantire la parte più consistente dello sforzo necessario alla ripresa strategica del Paese e della sua economia, e la lucidità e l’umiltà di comprendere che difficilmente sarà possibile che ciò possa avvenire, senza portare avanti un confronto serrato ed un coinvolgimento delle tante forze sane che nel settore esistono.
Si tratta di imprenditori, dirigenti, uomini e donne che troppo spesso sono state umiliati e posti ai margini dal prevalere di lobbies , di interessi legati all’intermediazione parassitaria quando non alla vera e propria delinquenza economica.
Per quanto ci riguarda siamo pronti a fornire al nuovo Ministro tutto l’appoggio e tutti i contributi di esperienze, di idee e di volontà di intrapresa che, come T.I. ASSOTIR, ci caratterizzano e che, soprattutto, sono il segno distintivo delle stragrande maggioranza delle migliaia di piccole e medie imprese del nostro settore.
Chiediamo tuttavia al nuovo Ministro, al Governo ed al Parlamento di avviare una nuova fase in cui l’autotrasporto e la logistica – e gli operatori che quotidianamente li realizzano – venga considerato per quello che è: un grande, fondamentale asset su cui il Paese deve scommettere per assicurare una via di uscita vincente dalla crisi e per recuperare un ruolo ed un peso adeguato alle nostra ambizioni ed alle potenzialità italiane nella divisione internazionale del lavoro e negli equilibri economici continentali.
Le recentissime vicende del confuso e del tutto deludente modo con cui si è giunti al superamento dei costi minimi di sicurezza e le documentate denunce che, anche in questi giorni, ci sono arrivati da tante parti, sul rischio di una ulteriore emarginazione dell’autotrasporto italiano nel panorama europeo, ci confermano della necessità di una svolta.
Il sistema dei trasporti delle merci in Italia soffre – e con esso l’autotrasporto e le sue imprese – a causa di debolezze strutturali che attengono al pesante fardello di un eccessivo costo del lavoro, alla farraginosità delle procedure burocratiche ed alla vetustà del nostro sistema infrastrutturale – dai porti ai valichi, dalle ferrovie alla rete stradale, dalla scarsità relativa di strutture di smistamento delle merci efficienti e pensate in funzione logistica e non solo della massimizzazione della rendita immobiliare – contrapposto alla dinamicità, ai rilevantissimi investimenti finanziari ed alla volontà di affermazione con cui i nuovi attori che hanno in questi anni fatto il loro ingresso nel panorama europeo hanno giocato e giocano la partita della concorrenza internazionale.
Ad iniziare dall’utilizzo perfino impudente e, fino ad ora, senza efficaci contrasti delle differenze nei costi di esercizio e soprattutto del costo del lavoro che caratterizzano alcuni Paesi rispetto ad altri, fino a veri e propri fenomeni di dumping sociale che si giovano di una filosofia, quella del libero mercato a tutti i costi, che sembra non voler vedere i costi sociali che lo sfruttamento della debolezza contrattuale di una parte dei lavoratori europei finisce per imporre ad essi e di conseguenza ai sistemi economici di quei Paesi in cui i sistemi di relazioni industriali e di welfare sono maggiormente avanzati.
Contro queste tendenze negative c’è bisogno di uno sforzo rilevante, continuo e solidale di tutti gli attori che hanno un ruolo nella vicenda trasportistica italiana e che devono difenderne le potenzialità a livello europeo
Ed è questo il vero augurio che va rivolto agli autotrasportatori italiani: che finalmente chi deve occuparsi di loro, dare voce, rappresentanza e tutela al settore – dal Governo, ai partiti politici fino alle associazioni di rappresentanza delle imprese –sappia fare davvero – con spirito unitario – meglio e più efficacemente che nel passato – la propria parte.
Una cosa è certa: questo è l’impegno che caratterizza T.I. ASSOTIR sin dalla sua nascita e che io, quale Presidente nazionale, ho riconfermato appena qualche giorno or sono, festeggiando, con la sobrietà e la modestia che è giusto ci contraddistingue, i 10 anni di vita della nostra Associazione.
L’augurio e la speranza che, da Presidente di T.I. ASSOTIR, rivolgo personalmente a tutti i trasportatori, a pochi giorni dalla Pasqua 2015, è dunque questo: che sin dalle prossime settimane inizi davvero a delinearsi una nuova stabile primavera per l’autotrasporto italiano e le sue imprese.
Anna Vita MANIGRASSO
Presidente nazionale di
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR

