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Carburanti: ASSOTIR, decreto governo positivo ma incompleto
Donati, per valutare l’efficacia del provvedimento, necessario attendere il decreto interministeriale sul credito di imposta per i tir euro V e euro VI
Roma, 19 marzo 2026 – Il decreto Carburanti è un provvedimento positivo, ma incompleto. È il giudizio che esprime Assotir sul testo varato ieri dal Consiglio dei Ministri. In particolare, secondo l’Associazione dei Trasportatori, il governo con questo provvedimento ha senza dubbio lanciato un segnale positivo, tuttavia il Ministero dei Trasporti e il Ministero dell’Economia devono varare al più presto il decreto interministeriale che riconosce il credito di imposta ai Tir euro V e euro VI. “È un tassello fondamentale dell’intervento” commenta il Segretario Generale di Assotir Claudio Donati, “anche perché è necessario evitare errori commessi in passato”.
Il taglio dei venti centesimi sulle accise, secondo Donati, “è un intervento di carattere generale che avrà un impatto positivo su quella parte del trasporto professionale, rappresentato da oltre 650mila autoveicoli, che potranno beneficiarne, fino al 7 aprile. Fermo restando che noi condividiamo il carattere temporaneo e straordinario delle misure approvate, purtroppo dobbiamo sottolineare che la loro esigua durata non consente di consolidare certezze”.
Il Segretario Generale di Assotir ricorda tuttavia che le aziende dei trasporti che possiedono veicoli di portata superiore alle 7,5 tonnellate con motorizzazioni euro V ed euro VI godono già oggi di un credito d’imposta di 22 centesimi. “Questo settore, che conta circa 350mila veicoli, dal taglio delle accise attuato non trae alcun beneficio dal decreto Carburanti” sottolinea Donati. “Di conseguenza, il governo ha previsto un intervento specifico, ovvero un credito di imposta, a sostegno di questi operatori. Le modalità di questo intervento tuttavia verranno definite con un decreto interministeriale, da emanarsi entro il 17 aprile prossimo. Al momento, non si hanno notizie certe sull’importo del credito, fatto salvo lo stanziamento di 100 milioni che, raffrontato ai 500 milioni previsti dal decreto Ucraina del 2022, appare una cifra non particolarmente elevata”.
“Restiamo in attesa di questo tassello fondamentale, senza il quale è impossibile dire se il decreto contenga interventi realmente efficaci” prosegue Donati. “Anche perché auspichiamo che si evitino alcuni errori del passato, a partire dalla tempistica dell’intervento. Misure che producano effetti tra qualche mese non coglierebbero la profondità della crisi del settore e, dunque, potrebbero risultare di efficacia relativa”, conclude il Segretario Generale di Assotir.

