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Garante privacy: no al controllo dello stile di guida dei lavoratori. Sanzione di 120mila euro a società che monitorava i dipendenti con auto aziendale 

Garante privacy: no al controllo dello stile di guida dei lavoratori. Sanzione di 120mila euro a società che monitorava i dipendenti con auto aziendale 

3 Febbraio 2026

Nel settore dell’autotrasporto, la geolocalizzazione dei mezzi rappresenta oggi uno strumento imprescindibile per ottimizzare i servizi, garantire sicurezza e migliorare l’efficienza operativa. Tuttavia, l’utilizzo di questi sistemi comporta inevitabilmente il trattamento di dati personali dei conducenti, e proprio per questo richiede una gestione attenta, trasparente e pienamente conforme alla normativa vigente in materia di privacy e controllo a distanza dei lavoratori.

Le imprese che adottano dispositivi di tracciamento devono quindi conoscere con chiarezza diritti e obblighi previsti dal GDPR e dallo Statuto dei lavoratori, non solo per evitare sanzioni, ma anche per costruire un rapporto di fiducia con i propri dipendenti. A dimostrazione della delicatezza del tema, riportiamo un recente provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali, che ha colpito un’azienda per un utilizzo scorretto dei sistemi di monitoraggio installati sui veicoli aziendali.

Il provvedimento

Il Garante della Protezione dei Dati ha inflitto una sanzione di 120mila euro ad una società del settore della selezione e produzione di sementi agricole per aver trattato in modo illecito i dati personali di cinque dipendenti.

La società, parte di un gruppo multinazionale, su disposizione della capogruppo svizzera, aveva fatto installare sui propri veicoli aziendali un dispositivo – associato al nominativo del conducente – che raccoglieva, in modo illecito, i dati sui viaggi di lavoro e privati (tempi, km, consumi e stile di guida) dei lavoratori, per l’assegnazione di un punteggio mensile.

I dati così raccolti venivano conservati per un periodo di 13 mesi e utilizzati ai fini delle valutazioni del comportamento alla guida dei dipendenti, nonché per l’adozione di eventuali interventi correttivi.

L’iniziativa, avviata in via sperimentale, era destinata a essere estesa a tutte le società europee del gruppo.

Nel corso dell’attività ispettiva e delle successive verifiche, l’Autorità – intervenuta a seguito della ricezione di un reclamo – ha rilevato numerose violazioni della normativa privacy.

In particolare, è emerso che il dispositivo installato sui veicoli aziendali raccoglieva informazioni molto dettagliate sui viaggi effettuati, tali da consentire un controllo sull’attività dei lavoratori, svolto in assenza delle garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori. Inoltre,

l’informativa resa ai lavoratori era rivolta a tutte le società affiliate del gruppo, incluse quelle con sede extra-Ue, senza indicare in modo chiaro le finalità, le basi giuridiche né i soggetti qualificabili come titolari, responsabili e destinatari del trattamento dei dati.

Gli accertamenti condotti dal Garante hanno inoltre evidenziato che l’accesso alle informazioni raccolte tramite i dispositivi installati sulle auto aziendali era consentito anche al personale di altre società del gruppo, in assenza di un’idonea autorizzazione.

Nel determinare l’importo della sanzione, l’Autorità ha tenuto conto sia del numero limitato di dipendenti coinvolti sia della sospensione immediata del trattamento dei dati ritenuto illecito, disposta dalla società subito dopo la contestazione. Il Garante ha inoltre ordinato la cancellazione dei dati relativi ai viaggi dei lavoratori, raccolti e utilizzati per l’attribuzione dei punteggi di comportamento alla guida.

In conclusione

Il caso riportato rappresenta un monito chiaro per tutte le realtà che utilizzano sistemi di geolocalizzazione: la tecnologia può essere un supporto prezioso, ma solo se gestita con responsabilità, trasparenza e nel pieno rispetto delle regole. Informative chiare, limiti precisi nei trattamenti, corretta individuazione dei ruoli privacy e strumenti configurati per evitare controlli indebiti sui lavoratori sono elementi indispensabili per non incorrere in violazioni. Investire in una gestione conforme non significa solo evitare sanzioni, ma valorizzare la professionalità degli autotrasportatori e promuovere un modello di impresa moderno, sicuro e rispettoso delle persone. È questa la direzione che il settore deve continuare a perseguire.

di Luca Befani

Data protection specialist & Risk Management Consultant

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