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Pedaggi autostradali 2018 : dal 1° gennaio è arrivato dal Governo il solito, poco gradito, “regalo” di inizio anno
Questi aumenti del tutto ingiustificati e che puntualmente si ripetono ogni anno, definiti dal MIT con un più semplicistico “adeguamenti”, sono il frutto di convenzioni che le società di gestione autostradale e il Ministero stesso hanno stipulato nel 2007 e per mezzo delle delibere del Cipe (Comitato Interministeriale per la programmazione economica) del 2007 e del 2013.
Il MIT ha motivato questi rincari spiegando che la successione delle norme e degli atti convenzionali ha dato luogo a diversi regimi tariffari che tengono conto, seppur con diverse modalità, dei parametri legati all’inflazione, alla qualità, al recupero della produttività nonché agli investimenti in beni devolvibili effettuati.
Infine, restano da segnalare che gli importi riguardanti la Asti-Cuneo, Consorzio Autostrade Siciliane, Centro Padane, Autocamionale della Cisa e Sav restano invariati rispetto al 2017
Di seguito riportiamo tutte le percentuali di aumento per ogni singola concessionaria:
Ativa 1,72%
Autostrade per l’Italia 1,51%
Autostrade del Brennero 1,67%
Autovie Venete 1,88%
Brescia-Padova 2,08%
Cav 0,32%
Autostrada dei Fiori 0,98%
Milano Serravalle Milano Tangenziali 13,91%
Tangenziali di Napoli 4,31%
Rav 52,69%
Salt 2,10%
Sat 1,33%
Autostrade Meridionali 5,98%
Satap Tronco A4 8,34%
Satap Tronco A21 1,67%
Sitaf 5,71%
Torino – Savona 2,79%
Starda dei Parchi 12,89%
Brebemi 4,69%
Teem 2,70%
Pedemontana Lombarda 1,70%
