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Accise sul gasolio, ASSOTIR al Governo: occorrono risposte chiare
Donati, Segretario Generale di Assotir:” Il possibile rincaro delle accise sul gasolio avrebbe come effetto quello di penalizzare principalmente le piccole e medie imprese. Se volevano essere tranquillizzanti, le precisazioni di fonte MEF, hanno finito per creare un allarme ancora maggiore”. Così Donati commenta la nota del MEF, secondo cui le aliquote delle accise sul gasolio non subiranno alcun aumento aumentate, ma vi sarà semplicemente una “rimodulazione.
“Decriptato dal burocratese, questo messaggio può significare, teoricamente, due cose: o un abbassamento del livello dell’accisa sulla benzina (di 111 millesimi/litro), portandolo al livello di quello del gasolio o, più verosimilmente, che si aumenti il livello delle accise di 111 millesimi al litro di gasolio, per portarlo allo stesso livello allo stesso della benzina. Visto il contesto in cui si colloca la misura, è difficile scommettere sulla prima ipotesi, nonostante risulterebbe più coerente con le promesse elettorali. Se poi il Governo ha una terza ipotesi, sarebbe opportuno darne comunicazione”.
“Quel che è certo – prosegue Donati – è che l’Autotrasporto non appartiene ai settori che hanno realizzato extra profitti, come Banche o Compagnie di Assicurazione. Al contrario, risulta essere uno dei settori in maggiore difficoltà. Eventuali inasprimenti delle accise sarebbero un ulteriore e ingiustificato aggravio fiscale per le imprese. Oltre tutto, illogico, perché andrebbe a colpire la sola modalità oggi realisticamente praticabile, per rendere il trasporto meno impattante, da un punto di vista ambientale, e cioè, l’utilizzo di veicoli con motorizzazioni diesel di classe euro VI. L’attuale meccanismo, che riserva lo sconto sulle accise esclusivamente al cosiddetto “gasolio commerciale”, ben lungi dall’essere considerato un SAD (sostegno ambientalmente dannoso), è in realtà un incentivo a favorire l’evoluzione del parco veicolare industriale italiano verso l’obiettivo del minor impatto ambientale possibile.
Manigrasso: “Questa vicenda ripropone, oltre tutto, il tema più generale del crescente aumento dei costi (gasolio, pedaggi autostradali, costo del denaro, etc) a cui è sottoposto questo settore e sugli squilibri provocati da questi stessi aumenti all’interno del nostro complicato mondo, in cui le Piccole e Medie Imprese (oltre il70% del totale), in generale, non riescono a ribaltare i maggiori costi sulle tariffe di trasporto. Cosa, al contrario, alla portata dei Big della Logistica, che, però, raramente riconoscono gli aumenti ottenuti ai propri fornitori.
A questo scopo, abbiamo programmato una serie di incontri con le forze politiche, per illustrare alcune dinamiche interne al nostro settore, che – come è stato indicato anche in uno studio, curato dal Professor Rosario Faraci dell’Università di Catania, che abbiamo presentato qualche giorno fa a Roma – presenta criticità strutturali, su cui la politica essere sensibilizzata e responsabilizzata.
Il Governo, però, ha il dovere di fugare il clima di incertezza che si è creato su un tema così delicato per il nostro mondo, che può diventare incendiario, viste le difficoltà del settore”.

