fatti commenti

Sottoscritto un nuovo CCNL

Questo vale per i sindacati dei lavoratori, ma vale anche per il tavolo datoriale in cui le Associazioni che finora ne hanno fatto parte si sono crogiolate, con molta autoreferenzialità, nell’affibbiare veti e patenti, confermando quel deficit di lungimiranza , che , come per altre questioni di cui sovente ci siamo dovuti occupare, anche nel recentissimo passato, non ha consentito loro di guardare cosa si muova oltre la punta del naso.

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti delle Aziende di  Autotrasporto, Logistica e Spedizioni, sottoscritto lo scorso 23 gennaio tra Transfrigoroute Italia Assotir e la FAST Federazione autonoma dei Sindacati dei Trasporti, aderente alla CONFSAL, rappresenta un evento di grande importanza  per la nostra Associazione.

Con tale sottoscrizione, infatti,  si viene a colmare il gap politico e funzionale, a cui abbiamo, fin dalla nostra nascita, cercato  di trovare risposta, attraverso il confronto con i sindacati dei lavoratori, ad iniziare da quelli confederali aderenti a Cgil, Cisl e Uil.
Si è trattato, purtroppo,  di un tentativo vano, a causa, per quel che ci è stato sempre riferito, dell’ostilità dichiarata del tavolo datoriale o, per lo meno, di una parte di esso.
L’avvenimento di queste settimane lo riteniamo di grande importanza sotto diversi aspetti e non solo per la nostra Associazione.
Certo, esso fornisce, innanzi tutto, alla nostra associazione piena titolarità nella rappresentanza delle imprese associate nelle loro relazioni sindacali.
Ma, e questo non è per noi meno importante, la firma del CCNL apre prospettive nuove sul terreno delle relazioni contrattuali, contribuendo a mettere in discussione una sorta di rendita di posizione fin qui esercitata dalle rappresentanze “storiche”, sia dei sindacati che delle associazioni datoriali del settore anche al di là dell’effettiva verifica, sul terreno, di tale rappresentanza.
Infine, in una vicenda contrattuale in cui, anche a causa dello basso livello di sindacalizzazione, l’autotrasporto fa, da sempre,  la parte del parente povero della logistica, può forse aiutare nel lavoro  consente di disciplinarne meglio le caratteristiche specifiche, le esigenze di flessibilità, ecc.
Abbiamo molto apprezzato il senso di responsabilità e concretezza con cui il Sindacato FAST CONFSAL ha condotto il confronto, che ha prodotto un approdo, a nostro avviso, soddisfacente, con il merito di aver gettato le basi per relazioni più in linea con la realtà  delle cose.
Avremo, nelle prossime settimane, in occasione della presentazione del nuovo contratto, modo di entrare meglio nel merito dei contenuti e negli impegni operativi, per l’attuazione dello stesso.
Questa scelta di T.I. ASSOTIR costituisce, però, anche l’occasione per fare chiarezza su una vicenda che, mi auguro, risulti utile per qualche riflessione da parte di molti dei soggetti “storici” della rappresentanza, sia sul versante datoriale che su quello dei sindacati dei lavoratori dipendenti.
La scelta del contratto fatto con FAST CONFSAL è stata tutt’altro che ideologica e, direi, sostanzialmente, è risultata, loro malgrado, incentivata dal comportamento di CGIL, CISL e UIL che, per quanto da noi sollecitati da almeno quattro anni, ci hanno rifiutato il diritto di sottoscrivere il CCNL, sia nel 2010, che nel 2013, adducendo a motivo (che non abbiamo ragione di contestare) il veto – apodittico- di una qualche  parte datoriale.
Proprio questa giustificazione, peraltro, ci è apparsa sempre abbastanza paradossale.
Per i sindacati, infatti,  l’unico interesse dovrebbe essere, per quel che riusciamo a comprendere,  quello di rappresentare e tutelare al meglio gli interessi dei lavoratori (di cui evidentemente il CCNL è l’architrave).  Per le associazioni dell’autotrasporto, al fine di avere condizioni le più omogenee possibile di concorrenza – quello di favorire l’adesione  al contratto del maggior numero di imprese possibile.
Abbiamo invece assistito, in tutti questi anni, ad uno scambio di ruoli tanto evidente quanto del tutto ingiustificato, almeno sotto il profilo del  dovere, da parte di ognuno dei soggetti in campo, di fare ciascuno il proprio mestiere; senza , ci riferiamo soprattutto ai sindacati dei lavoratori, accettare di svolgere quello di altri che “non possono o, più probabilmente, non vogliono, metterci la faccia”.
Ciò nonostante, sul territorio, T.I. ASSOTIR, ha dato vita, in questi anni, ad una miriade di accordi aziendali, individuando, quali interlocutori sindacali, proprio i rappresentanti dei sindacati confederali, particolarmente la FILT CGIL, con cui abbiamo fatto generalmente un buon lavoro a livello territoriale, come reciprocamente riconosciuto.
Il nostro comportamento è stato, infatti, sempre e solo dettato dall’interesse delle nostre imprese, mettendo in secondo piano le nostre convenienze spicciole o i risentimenti che dalla evidente discriminazione politica  di cui siamo stati oggetto, avrebbero potuto nascere.
Con lo stesso spirito, oggi, abbiamo deciso di fare un passo decisivo per la realizzazione della pienezza del nostro dovere di rappresentanza delle imprese al miglior livello di dignità politica.
Lo abbiamo fatto scegliendo di sottoscrivere un CCNL con chi ha scelto di misurarsi con noi senza porre veti o discriminazioni ed anzi ha accettato di verificare come dare risposte alle esigenze di flessibilità che, soprattutto le PMI di autotrasporto ci richiedono, in un momento così difficile.
Quel che sta avvenendo sul piano delle relazioni sindacali (considerando che, oltre tutto, non siamo i soli ad aver intrapreso una strada diversa da quella canonica), in economia lo si definirebbe “apertura del mercato”. Ed in effetti di questo si tratta.
Il cambiamento in atto nasce da esigenze profonde delle categorie coinvolte e  mal si concilia con posizioni di chiusura  o, peggio, di difesa della rendita, a ogni livello.
Questo vale per i sindacati dei lavoratori, che, non per caso, si vedono, con sempre maggiore frequenza scavalcare, ad esempio nel delicatissimo mondo della logistica,  dalle spinte autonome, spesso ribelliste, di una base che protesta per l’insostenibilità  delle condizioni di lavoro e per la catena di appalti e subappalti che spesso nasconde situazioni di vero e proprio moderno “schiavismo”.
Ma vale anche per il tavolo datoriale in cui le Associazioni che finora ne hanno fatto parte si sono crogiolate, con molta autoreferenzialità, nell’affibbiare veti e patenti, confermando quel deficit di  lungimiranza , che , come per altre questioni di cui sovente ci siamo dovuti occupare, anche nel recentissimo passato, non ha consentito loro di guardare cosa si muova oltre la punta del naso.
Claudio DONATI
Segretario Generale
di TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR

Fatti e Commenti

Che cos’è il Sistema Assotir

Assotir mette al tuo servizio un sistema di servizi e strumenti volti a garantire risposte efficaci e immediate alle esigenze legali, di gestione aziendale, tecniche e di formazione proprie di ogni azienda nel settore dell’autotrasporto.

Entra nel Sistema Assotir e beneficia di un’assistenza completa.

Iscriviti all’area riservata
Per essere aggiornato sulle ultime normative e ricevere le nostre newsletter.
Iscriviti
Torna su
Sede Nazionale

Via Villa San Giovanni, 18 00173 Roma
Telefono +39 06 72 21 815
Fax +39 06 72 960 490
C.F. 97057920585 • P.IVA 09422431008

Tutte le sedi

Redazione e contenuti portale web:
M. Sarrecchia
A. Manzi

Puoi chiamarci tutti i giorni dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00 al seguente numero:

© Assotir | P.IVA 01430150746. All Rights Reserved.
Sito realizzato da Thinknow