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Tempi di pagamento e costi minimi: (forse) vicini alla meta

Roma, 5 giugno 2020

Dopo l’incontro con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, on. Paola De Micheli, avvenuto in due round (il 28 maggio ed il 4 giungo u.s.), una cosa è chiara: e cioè che, fermo restando il riconoscimento dell’impegno personale della Ministra a dare risposte alle richieste avanzate da UNATRAS (che sono riportate sul nostro sito), indicando nel prossimo decreto “semplificazione” lo strumento utile per veicolarne alcune, c’è una scadenza, ovvero giugno. In particolare, entro la fine del mese appena iniziato dovremmo avere sia una norma che garantisca la certezza sui tempi di pagamento ai Trasportatori, sia la pubblicazione dei costi minimi di riferimento.

Quindi, dovrà essere rispettata la data e, nello stesso tempo, dovremo vedere come l’una e l’altra norma saranno scritte, perché da questo dipenderà se si tratta di misure effettivamente utili per fronteggiare la crisi in cui le imprese si trovano immerse, dando loro qualche strumento in più rispetto allo zero assoluto attuale, che le espone alla prepotenza dei committenti e a una concorrenza feroce, a colpi di ribassi tariffari.

Su questo, come Associazione, faremo le nostre valutazioni, e analogamente verrà fatto in UNATRAS.

Giova la pena ricordare che quello a cui siamo chiamati in questa fase è un compito non facile, perché mai come in questo momento gli operatori sono, oltre che deboli, sconcertati da una crisi inedita e difficile da decifrare e, quindi, fonte di frustrazione. Non si tratta solo di trovare strumenti di sostegno per la sopravvivenza, ma anche e, soprattutto, di cercare di comprendere lo scenario prossimo futuro, già a partire dai prossimi mesi.

Per questo, credo sia stato importante che UNATRAS (che, con le sue sette Associazioni aderenti, rappresenta da sola oltre due terzi degli Autotrasportatori italiani) abbia chiesto al Governo di essere coinvolta direttamente per la progettualità di cui il nostro settore necessita, tanto più oggi, in cui l’esigenza di un cambiamento profondo del modello economico si impone, sia in Italia che in Europa. E la direzione che prenderà il cambiamento, per le nostre imprese, è tutt’altro che indifferente.

Coinvolgimento diretto significa, per quel che ci riguarda, rapporti con le istituzioni senza filtri o mediazioni affidate ad altri soggetti. L’Autotrasporto non ha bisogno di tutori. Deve e può confrontarsi con tutte le espressioni imprenditoriali, ma con pari dignità, e senza deleghe in bianco. Ho già avuto modo di esprimere le mie riserve su come sia stata affrontata la fase 1 della crisi, in cui non si è voluto capire la particolarità di questo settore che, nell’insieme, non è stato colpito dalla crisi come altri (vedi Turismo, ristorazione, bar, etc), ma, paradossalmente, ha continuato a lavorare, indebitandosi sempre più, perché la sua clientela non ha pagato i suoi servizi. Necessitava di risposte diverse da quelle ricevute, risultate sbagliate. Adesso, bisogna evitare di ripetere lo stesso errore.

Dall’altro lato, le posizioni di UNATRAS che, come sappiamo, ha al suo interno realtà imprenditoriali complesse e non del tutto omogenee, esprimono proprio per questo un peso specifico, dato non solo dai numeri degli aderenti, ma soprattutto dalla capacità di sintesi unitaria (cosa che, ovviamente, trova grande apprezzamento tra i Trasportatori).

Ciò costituisce la ragione per cui le sue posizioni dovrebbero trovare un apprezzamento anche a livello istituzionale se, come dovrebbe essere, le istituzioni hanno interesse a valorizzare la capacità di rappresentanza nei loro interlocutori.

Dunque, al momento, il nostro giudizio sul confronto con il Governo è sospeso alla verifica di merito – appena riceveremo i testi - degli impegni che ci sono stati comunicati. Questione di qualche giorno, appunto, ci è stato detto. Nonostante finora si sia visto poco di veramente efficace, nutriamo aspettative che le misure promesse siano all’altezza della situazione.

Claudio Donati

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