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Si è tenuto nella giornata di martedì 19 novembre 2019 l'incontro tra UNATRAS (Unione Nazionale delle Associazioni delle imprese del trasporto merci) e il Ministro delle Infrastrutture, On. Paola De Micheli, che si è concluso con la sottoscrizione di un verbale - che potrete leggere allegato a questa news - che ricapitola i punti su cui si è trovata un'intesa e gli impegni assunti dal Ministro sulle questioni che UNATRAS aveva posto a base della propria decisione di chiamare la categoria alla mobilitazione. 

Proprio per questo motivo, in virtù anche della convocazione a partire dalla prossima settimana di tavoli tecnici nei quali si discuterà sull'applicazione delle regole, dei tempi di pagamento e dei costi che garantiscono la sicurezza dei servizi di trasporto, UNATRAS ha deciso di non dare attuazione alle modalità previste per l'effettuazione del fermo nazionale dei servizi di trasporto.

Ovviamente, come si legge nel comunicato stampa allegato alla news, UNATRAS seguirà con attenzione anche gli sviluppi dei lavori parlamentari per verificare che le provviste economiche a favore del settore, indicate nel protocollo siano puntualmente confermate.

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 256 del 31 ottobre 2019, la delibera 16 ottobre 2019 del Comitato Centrale per l’Albo degli Autotrasportatori che prevede il versamento per l'anno 2020 del contributo di iscrizione dovuto da tutte le imprese che effettuano servizi di autotrasporto di merci per conto di terzi

La quota da versare per l'anno 2020, che è identica a quella degli scorsi anni, è suddivisa in diverse voci che potrete leggere sulla delibera:

-     una quota fissa di iscrizione dovuta da tutte le imprese comunque iscritte all'Albo pari a € 30,00;

-     una ulteriore quota dovuta da ogni impresa in relazione alla dimensione numerica del proprio parco veicolare, qualunque sia la massa dei veicoli con cui esercitano l'attività di autotrasporto;

-     una ulteriore quota dovuta dall'Impresa per ogni veicolo di massa complessiva superiore a 6.000 chilogrammi di cui la stessa è titolare. Ricordiamo a tal proposito che per veicolo si intende quanto previsto dal Codice della Strada e che, pertanto, anche il veicolo rimorchiato (rimorchio o semirimorchio che sia) vale per 1.

Il versamento della quota deve essere effettuato con le seguenti modalità alternative che possono essere attivate nell’apposita sezione «Pagamento Quote» presente sul sito www.alboautotrasporto.it.

In tale Sezione, l’utente registrato potrà verificare l'importo, che, secondo i dati forniti dal CED della Motorizzazione Civile, sono dovuti dall’impresa per l'anno 2020, come pure per eventuali annualità pregresse non corrisposte.

L’importo dovuto dovrà essere accreditato sul conto n. 34171009, intestato al Comitato centrale, seguendo le seguenti procedure:

-     direttamente online, attraverso l'apposita funzione informatica ove sarà possibile pagare tramite carta di credito Visa, Mastercard, carta prepagata PostePay o Poste Pay Impresa, conto corrente BancoPosta online;

-     tramite bollettino postale cartaceo precompilato, generato automaticamente dalla funzione informatica con l'importo dovuto, che l'impresa iscritta dovrà stampare e pagare presso un qualsiasi ufficio postale.

La prova dell'avvenuto pagamento della quota 2020 deve essere conservata dalle imprese, al fine di consentire i controlli esperibili da parte del Comitato centrale e/o delle competenti strutture periferiche.

In caso di mancato pagamento, come è noto, l’iscrizione all’Albo dell’impresa sarà sospesa e, trascorso inutilmente il termine di due anni senza che il pagamento sia avvenuto, si potrà incorrere nella cancellazione dell’impresa sulla base del presupposto che l’attività dell’impresa sia, di fatto, cessata.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 252 del 26 Ottobre u.s è stato pubblicato il decreto legge 124 del 26 Ottobre u.s, dal titolo “disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili”. 

Il provvedimento contiene numerose disposizioni, alcune delle quali di specifico interesse per le imprese di autotrasporto; altre riguardanti la generalità delle imprese e su cui ci riserviamo di intervenire con maggiore precisione dopo aver esaminato il testo che, come di frequente, è un insieme di rinvii e di modifiche a specifici articoli, commi o addirittura semplici parole di altre testi di legge, alcun i dei quali risalenti agli anni ’90 del secolo scorso.

Tra le questioni di particolare interesse per le nostre imprese, segnaliamo:

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RECUPERO DELLE ACCISE SUL GASOLIO PER AUTOTRAZIONE (art.8).

Ai fini del rimborso delle accise sul gasolio per autotrazione, l’art.8 del D.L. fiscale (che modifica l’art. 24 ter - comma 4 del D.lgs 504 del 26 Ottobre 1995 - T.U. sulle accise ) introduce un rapporto minimo Km percorsi/litri consumati, al di sotto del quale, a partire dal 1 gennaio 2020,  l’Agenzia delle Dogane non riconoscerà il beneficio. 

Tale limite è fissato in un minimo di 1 km percorso per litro consumato

I motivi che hanno indotto il Governo ad introdurre questo parametro, sono stati evidenziati nella relazione tecnica di accompagnamento del decreto:

Sulla base dei dati di consumo e di percorrenza dell’anno 2018, è stato calcolato che la distribuzione della percorrenza specifica per l’intera popolazione degli autoveicoli ammessi all’agevolazione ha un massimo per valori compresi tra 2,5 – 3,0 km/litro ed andamento decrescente per percorrenze specifiche inferiori e superiori. 

In tale intervallo si colloca, pertanto, la percorrenza specifica che, in condizioni normali di esercizio, ci si può attendere per un generico autoveicolo avente diritto.  

La predetta distribuzione presenta anche un considerevole numero di autoveicoli che hanno registrato percorrenze specifiche inferiori a 1 km/litro, vale a dire consumi di gasolio quasi tripli rispetto al predetto valore normale (trattasi di circa il 13 % dell’intera popolazione, di cui il 3,5 % non ha dichiarato alcuna percorrenza).

Al fine di evitare fattispecie elusive e per incentivare il consumo efficiente di gasolio nell’attività di autotrasporto, la proposta normativa di che trattasi, ha lo scopo di introdurre una percorrenza specifica minima di 1 km/litro. Qualora siano registrate percorrenze specifiche al di sotto di tale soglia, l’agevolazione è, comunque, riconosciuta fino al predetto limite.

I risparmi di spesa per lo Stato, sono stati quantificati in 40,5 milioni di euro per il 2020 e 81,1 milioni per gli anni successivi.

Se sulla norma e sulle sue finalità antielusive non si può che convenire, tenendo conto che mediamente le nostre imprese, anche grazie agli sforzi fatti per adeguare il proprio parco circolante e per restare al passo con le più avanzate norme antinquinamento, sono ormai in grado di percorrere ben più di un km per litro, per cui potranno portare a rimborso, senza problemi, tutto il gasolio consumato, occorrerà tuttavia una norma interpretativa che dia certezza, una volta verificato che i chilometri percorsi nel trimestre siano superiori ai litri di gasolio acquistato nel trimestre, sulla possibilità, già oggi prevista, di portare a rimborso anche le accise per il gasolio non ancora consumato nello stesso periodo.

INCENTIVI ULTERIORI ALLA ROTTAMAZIONE DEI VEICOLI PESANTI FINO A EURO 4 E CONTESTUALE ACQUISIZIONE DI MEZZI EURO 6 O AD ALIMENTAZIONE ALTERNATIVA (art. 53)

L’art. 52 prevede nuovi incentivi per favorire il ricambio del parco veicolare.

In particolare, la disposizione stanzia 12,9 milioni di euro per ciascuno degli anni  2019 e 2020, per finanziare gli investimenti avviati a far data dall’entrata in vigore della presente disposizione (quindi, salve sopraggiunte indicazioni contrarie, dal 27 Ottobre u.s, ovvero la data di entrata in vigore del decreto legge in commento)  fino al 30 settembre 2020.

E’ bene precisare subito che tali incentivi non saranno cumulabili con quelli previsti dai recentissimi decreti pubblicati in G.U. lo scorso 24 ottobre  , per cui per lo stesso veicolo si dovrà scegliere quale dei due incentivi richiedere

Questi nuovi incentivi, a differenza di quelli contenuti con i Decreti già pubblicati, saranno concessi solo in presenza della radiazione, per rottamazione, dei veicoli a motorizzazione termica fino a euro IV, adibiti al trasporto merci e di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate, ed alla contestuale acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di autoveicoli, nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto merci e di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate, a trazione alternativa a metano (CNG), gas naturale liquefatto (GNL), ibrida (diesel/elettrico) e elettrica (full elettrici) ovvero a motorizzazione termica e conformi alla normativa euro VI. 

Il contributo sarà riconosciuto fino ad esaurimento risorse, ferma restando la non cumulabilità già descritta con altre agevolazioni sugli stessi investimenti (comprese quelle concesse a titolo de minimis).

L’importo massimo sarà compreso tra un minimo di 2 mila euro ad un massimo di 20.000 €. 

Spetterà comunque ad un successivo decreto ministeriale (da emanare, in linea teorica, entro l’11 Novembre p.v – ovvero 15 gg dall’entrata in vigore del decreto), il compito di stabilire modalità e termini di presentazione delle domande, i criteri di valutazione, l’entità del contributo massimo riconoscibile e le modalità di erogazione dello stesso.

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI APPLICAZIONE DELL’IVA SUI CORSI PER IL RILASCIO DELLE PATENTI (ART. 32)

 L’Art.32 detta disposizioni in materia di adeguamento dell’Italia alla nota Sentenza della Corte di Giustizia del 14 Marzo 2019, sulla illegittimità dell’esenzione dall’IVA dei corsi finalizzati al rilascio delle patenti di guida. In particolare, il comma 2 assoggetta ad IVA soltanto le prestazioni d’insegnamento della guida automobilistica ai fini dell’ottenimento delle patenti di guida per i veicoli delle categorie B e C1

 Le altre categorie di patenti di guida, invece, rimangono esenti da IVA in quanto preordinate all’esercizio di una attività professionale.

 Il successivo comma 3, invece, rappresenta una sorta di salvaguardia per le autoscuole ed i Centri di istruzione automobilistica che, prima dell’entrata in vigore della presente disposizione, a seguito della citata Sentenza non hanno assoggettato ad imposta le prestazioni didattiche specifiche, non avendo alcuna certezza di poter recuperare tali somme dai propri clienti.

OBBLIGHI DEL COMMITTENTE RIGUARDO AL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI E DELL’IVA DOVUTA ALL’ERARIO DAGLI APPALTATORI E DAI SUBAPPALTATORI

Il decreto contiene inoltre una novità che, pur non riguardando direttamente il settore dell’autotrasporto, impatta, con una certa forza, sul mondo delle attività logistiche e di magazzino.

Ci riferiamo a quanto contenuto nell’art. 4 che detta norme sulle Ritenute e compensazioni negli appalti e subappalti ed estensione del regime del reverse charge per il contrasto dell'illecita somministrazione di manodopera.

A partire dal 1° gennaio 2020, il committente, sostituto d’imposta, che affida ad un’impresa tramite un contratto di appalto (che, come è noto, è fattispecie del tutto distinta dal contratto di trasporto) l’esecuzione di un’opera o di un servizio è tenuto al versamento delle ritenute fiscali operate sulle retribuzioni dei lavoratori impiegati nella predetta esecuzione. 

L’obbligo in questione, si riferisce a tutte le ritenute fiscali operate dall’impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici nel corso di durata del contratto, sulle retribuzioni erogate al personale direttamente impiegato nell’esecuzione delle opere o dei servizi affidati. 

A tal fine l’importo, corrispondente all’ammontare complessivo del versamento dovuto, è versato dall’impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici al committente con almeno 5 giorni lavorativi di anticipo rispetto alla scadenza del versamento stesso, su specifico conto corrente bancario o postale comunicato dal committente all’impresa affidataria o appaltatrice e da quest’ultima alle imprese subappaltatrici. 

Entro lo stesso termine, inoltre, al committente deve essere trasmesso via PEC l’elenco di tutti i lavoratori impiegati nel mese precedente nell’esecuzione di opere e servizi affidati dal committente, con il dettaglio delle ore di lavoro prestate, la retribuzione corrisposta collegata alla prestazione e l’ammontare delle ritenute fiscali eseguite - sempre nel mese precedente - nei confronti di questi lavoratori, con indicazione separata di quelle relative alla prestazione affidata dal committente. 

Il comma 12 prevede un meccanismo per far si che ai predetti versamenti possano provvedere direttamente le imprese appaltatrici, affidatarie e subappaltatrici, che si basa sul rilascio di una certificazione da parte dell’Agenzia delle Entrate in presenza di determinate condizioni (risultare in attività da almeno cinque anni o aver eseguito nel corso dei due anni precedenti complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo superiore a euro 2 milioni; non aver iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi affidati agli agenti della riscossione relativi a tributi e contributi previdenziali per importi superiori ad euro 50.000,00, per i quali siano ancora dovuti pagamenti o per i quali non siano stati accordati provvedimenti di sospensione.).

Sarà tuttavia un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, da emanare entro 90 gg, a fissare le modalità di rilascio di questa certificazione.

Quanto al “reverse charge”, con una disposizione subordinata al rilascio dell’autorizzazione in deroga da parte della U.E (art.4, commi 3 e 4), se ne prevede l’introduzione negli appalti caratterizzati dal prevalente utilizzo di manodopera (c.d. labour intensive) nell’attività che costituisce il core business aziendale del committente.

CONTRASTO ALLE FRODI IN MATERIA DI ACCISA E NEL SETTORE DEI CARBURANTI (ARTT. 5 E 6);

Il decreto introduce una serie di norme finalizzate al controllo ed alla repressione delle attività con cui si sono, in passato, determinate rilevanti frodi in materia di accisa sui prodotti petroliferi e sui tabacchi.

Tralasciando le altre disposizioni contenute in questo articolo e nel successivo art. 6, vorremmo soffermare l’attenzione dei lettori su quanto disposto dalla lettera c) del comma 1 dell’art. 5.

Essa prevede che i depositi per uso privato, agricolo ed industriale dovranno tenere un registro di carico e scarico (con modalità semplificate da stabilire con Determinazione del direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del Decreto legge). 

La novità è che la previsione ora riguarda anche i depositi con una soglia di carburante contenuto di capacità pari o superiore a 10 metri cubi e non più come finora, superiore a 25 metri cubi).

L’obbligo scatterà dal 1 giorno del 4 mese dopo l’emanazione della citata Determinazione.

La medesima previsione riguarda gli esercenti apparecchi di distribuzione automatica di carburanti per usi privati, agricoli ed industriali, collegati a serbatoi la cui capacità globale superi i 5 metri cubi (e non più, come ora, i 10 metri cubi).

ALTRE MISURE FISCALI

Il decreto contiene altre disposizioni di interesse per il mondo delle imprese, sulle quali ci riserviamo di ritornare più avanti con ulteriori approfondimenti: 

  • Introduzione del Das Telematico (art.11). Entro il 30 giugno 2020, scatterà l’obbligo del DAS telematico, per gli esercenti i depositi gestiti sia in regime sospensivo sia ad imposta assolta, che spediscono il gasolio per uso carburazione e la benzina nell’intera filiera logistica nazionale. 
  • Modifiche al regime dell’utilizzo del contante (art.18). Viene ridotto l’attuale limite di utilizzo del denaro contante (inferiore a 3.000 €) che passerà a 2.000 € dal 1 luglio 2020 e a 1.000 € dal 1 Gennaio 2022.  
  • Modifica degli acconti di imposta a partire dal 2019 (art. 58). 

Contrariamente a quanto era stato preannunciato dal MEF nel suo comunicato del 14 Ottobre u.s , il decreto fiscale non prevede nessun rinvio nel pagamento degli acconti delle imposte 2019.
In sostituzione, l’art. 58 prevede per i soggetti tenuti al rispetto degli ISA, la rimodulazione della prima e della seconda rata di acconto Irpef, Ires e Irap, nella misura del 50% ciascuna, a partire dal secondo acconto 2019.

 

Sulla Gazzetta Ufficiale n.250 del 24 Ottobre 2019, sono stati finalmente pubblicati i provvedimenti sui contributi ministeriali agli investimenti 2019 nel settore dell’autotrasporto di merci per conto di terzi.

Come si ricorderà si tratta di 25.000.000 di Euro, quota parte del monte complessivo delle risorse ottenute dall’autotrasporto con l’entrata in vigore della legge di bilancio per il 2019.

I testi dei provvedimenti sono allegati a questa nostra news

Si tratta in particolare:

  1. del Decreto ministeriale 22 Luglio 2019, n. 336 che stabilisce le modalità di erogazione delle risorse per gli investimenti a favore delle imprese di autotrasporto per conto di terzi
  2. Del Decreto Ministeriale 27 agosto 2019, n.393 che, per gli investimenti in veicoli commerciali leggeri con motorizzazione diesel 6 D TEMP aventi massa complessiva da 3,5 a 7 ton., corregge il precedente decreto introducendo l’obbligo della contestuale rottamazione di veicolo dello stesso tonnellaggio
  3. del Decreto Dirigenziale 11 Ottobre 2019, che detta le disposizioni di attuazione delle misure incentivanti contenute nel D.M. 22 luglio 2019

Riservandoci di ritornare con maggiore calma sul contenuto dei decreti in questione, ci limitiamo, per il momento, a riassumere in termini generali quanto in essi contenuto:

 

IL CRITERIO DELLA PRENOTAZIONE

Innanzi tutto giova sottolineare che, a differenza delle precedenti annualità, è stato introdotto il meccanismo della prenotazione delle risorse,

Ciò significa che, a fronte della “prenotazione” delle risorse, da effettuarsi con le modalità appresso indicate, il Ministero provvederà ad accantonare le somme massime teoricamente attribuibili a ciascuna istanza.

Questo consentirà di monitorare in tempo reale il “tiraggio” delle diverse misure e assicurerà a quanti avranno prenotato in tempo le risorse incentivanti ed avranno successivamente perfezionato gli investimenti, di godere della intera cifra messa a bando, senza che possa più accadere che, come è accaduto negli anni scoRsi, solo a distanza di anni gli interessati si trovassero a scoprire l’entità dell’incentivo effettivamente loro attribuito che, in presenza di un numero consistente di domande, è risultato, in moltissimi casi, una somma assai diversa – e minore – rispetto a quella cui, teoricamente, l’autotrasportatore avrebbe avuto diritto.

Resta fermo che, se alla prenotazione delle risorse non farà seguito, entro il 15 giugno 2020, il perfezionamento dell’acquisto dei veicoli e la loro immatricolazione, le risorse “prenotate” torneranno a disposizione per essere assegnate alla prima impresa in graduatoria dopo quelle che hanno già viste accettare le loro “prenotazioni”.

Sul punto, ferma l’esigenza di verificare se e come funzioneranno le procedure informatiche messe a punto dalla RAM e come sarà possibile monitorare effettivamente le situazioni man mano che saranno presentate le domande, vorremmo far notare che l’introduzione dell’obbligo di apporre la firma digitale sulla “proposta di acquisto” che serve ad effettuare la prenotazione rischia di essere un deterrente assai pesante per le piccolissime imprese, le quali spesso hanno affidato ai propri commercialisti gli strumenti per l’apposizione delle firme digitali e si troveranno, quindi, nella necessità di recarsi, con loro e dopo aver comunque ottenuto da essi la strumentazione necessaria, presso i rivenditori di veicoli per sottoscrivere digitalmente  la proposta di acquisto e presentare la domanda di presentazione.

Forse si sarebbe potuto evitare tale complicazione attraverso una semplice dichiarazione sostitutiva, fermo restando che la ammissione al contributo è comunque condizionata all’effettivo acquisto del bene entro le date indicate dalla norma.

LE MISURE ANTIACCAPARRAMENTO

Ovviamente le misure si rivolgono alle imprese di autotrasporto merci per conto di terzi attive in Italia, in regola con i requisiti di iscrizione all’Albo degli autotrasportatori e al REN.

Tuttavia, per evitare che le imprese più grandi (o con maggiori risorse finanziarie a disposizione) “prenotasssero” una parte eccessivamente consistente delle risorse messe a disposizione della categoria, ovvero gli incentivi finissero per essere intercettati da imprese che, pur iscritte all’Albo e nominalmente esercenti l’attività di autotrasporto, svolgono, di fatto, una pura attività di locazione dei veicoli da esse immatricolati, si sono introdotti una serie di paletti:

  1.  la soglia massima di incentivi a disposizione di ciascuna impresa non può superare la somma complessiva di 550.000 €. Per importi superiori richiesti si procederà alla riduzione, fino al raggiungimento della soglia ammessa;
  2. I contributi non verranno erogati se, nel periodo compreso tra la data di presentazione della domanda e quella di materiale erogazione dell’incentivo, sia avvenuto il trasferimento della disponibilità dei beni per i quali l’incentivo è stato richiesto ed ottenuto;
  3. I contributi verranno revocati quando i beni su cui si è ottenuto il contributo stesso dovessero essere alienati, concessi in locazione o in noleggio o, comunque, non rientrassero più nella disponibilità del beneficiario, prima del 1° gennaio 2023.

I TEMPI PER LA PRENOTAZIONE

Gli investimenti finanziabili sono esclusivamente quelli effettuati dal giorno 26 Ottobre 2019 (giorno successivo alla data di entrata in vigore del d.m.) ed ultimati/rendicontati entro il 15 Giugno 2020

Le domande dovranno essere presentate con le modalità e nel rispetto delle scadenze intermedie indicate dal Decreto Dirigenziale, ovvero:

  1. dovranno essere obbligatoriamente presentate a partire dalle ore 10 del 26 Ottobre e fino alle ore 16 del 31 marzo 2020 (art. 3.2 del d.d.), salva chiusura anticipata dovuta ad esaurimento dei fondi disponibili, comunicata dal Mit con avviso pubblicato sul proprio sito internet
  2. Le istanze trasmesse dopo detta pubblicazione o, comunque, a risorse esaurite, verranno esaminate in ordine di graduatoria SOLO in caso di disponibilità di nuovi fondi dovuti alla mancata rendicontazione entro la scadenza del 15 giugno 2020.
  3. per le stesse tipologie di investimenti e per gli stessi costi ammissibiliviene esclusa la cumulabilità dei contributi previsti dal decreto con altre agevolazioni pubbliche, comprese quelle concesse a titolo de minimis. Ciò sta a significare che non potranno, contemporaneamente essere ottenuti gli incentivi previsti dal Decreto Ministeriale e quelli, ad es. della “Legge Sabatini”;
  4. Non sono agevolabili le acquisizioni effettuate all’estero, comprese le re-immatricolazioni in Italia a chilometri zero.

I BENI AGEVOLABILI E GLI IMPORTI DEL BENEFICIO

 

VEICOLI A TRAZIONE NON CONVENZIONALE Risorse destinate: 9,5 milioni di €.

  1. Acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di autoveicoli nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto di merci di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 ton. a trazione alternativa a metano CNG, gas naturale liquefatto LNG, ibrida (diesel/elettrico) ed elettrica (Full Electric), nonché per l’acquisizione di dispositivi idonei ad operare la riconversione di autoveicoli per trasporto merci a motorizzazione termica in veicoli a trazione elettrica
  2. automezzi nuovi di massa complessiva superiore a 3,5 ton e fino a 7 ton

il contributo ammonta a:

  1. 4.000 € per ogni veicolo a metano CNG e a motorizzazione ibrida (diesel/elettrico);
  2. 10.000 € per ogni veicolo elettrico;
  3. automezzi nuovi di massa complessiva pari o superiore a 7 ton e fino a 16 ton. a trazione elettrica ibrida (diesel/elettrico) e a metano CNG

il contributo ammonta a 20.000 € per ogni veicolo;

  1. veicoli a trazione elettrica superiori a 7 ton, 

il contributo è fissato in 20.000 € a mezzo;

  1. acquisizione di dispositivi idonei ad operare la riconversione come veicoli elettrici di autoveicoli per il trasporto merci di massa complessiva pari a 3,5 ton.

il contributo ammonta al 40% dei costi ammissibili per la predetta riconversione (comprensivi del dispositivo e dell’allestimento) con un tetto massimo di 1.000 euro

VEICOLI A TRAZIONE DIESEL Risorse destinate 9 milioni di €.

  1. Radiazione per rottamazione di veicoli pesanti di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 ton, con contestuale acquisizione, di veicoli nuovi di fabbrica conformi alla normativa euro VI, di massa complessiva a pieno carico a partire da 7 ton.
  2. Acquisizione di veicoli commerciali leggeri euro 6 D TEMP di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 ton fino a 7 ton, con contestuale rottamazione di veicolo dello stesso tonnellaggio  

 Il contributo ammonta a:

    •   5.000 €, per ciascun autoveicolo EURO 6 di massa complessiva da 7 ton a 16 ton.;
    • 12.000 €, per ciascun autoveicolo EURO 6 di massa superiore a 16 ton.;
    •   2.000 €, per ciascun veicolo commerciale leggero, di massa complessiva pari o superiore a 3,5 ton e inferiore a 7 ton, di categoria ecologica euro 6 D TEMP. 

N.B. la disposizione in commento (art.3.4 del D.M) fa riferimento ai mezzi di massa inferiore a 7 ton, mentre nell’art.1, comma 4, lett. b.b. sono stati inclusi anche i mezzi di massa fino a 7 ton. Probabilmente, sarà necessario un chiarimento del MIT per precisare il tonnellaggio esatto di riferimento per questi veicoli.

ACQUISIZIONE DI RIMORCHI E SEMIRIMORCHI. Risorse destinate: 6 milioni di €.

  1. Acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di rimorchi e semirimorchi nuovi di fabbrica, per il trasporto combinato ferroviario rispondenti alla normativa UIC 596-5 e per il trasporto combinato marittimo dotati di ganci nave rispondenti alla normativa IMO, dotati di almeno un dispositivo innovativo tra quelli previsti nell’allegato 1 del d.m;
  2. Acquisizione di Rimorchi e S/R o equipaggiamenti per autoveicoli specifici superiori a 7 tonnellate allestiti per trasporti in regime ATP, rispondenti a criteri avanzati di risparmio energetico e rispetto ambientale
  3. Sostituzioni nei rimorchi, semirimorchi o autoveicoli specifici superiore alle 7 ton. allestiti per il trasporto in regime ATP, mono o multitemperatura, delle unità frigorifere/calorifere installate ove non rispondenti agli standard ambientali di cui sopra, con unità conformi ai predetti standard. 

In entrambi i casi, è richiesto che “le unità frigorifere/ calorifere siano alimentate da motore conforme alla fase V (stage V) del Regolamento UE 2016/1628 o da unità criogeniche autonome non collegate al motore del veicolo trainante oppure da unità elettriche funzionanti con alternatore collegate al motore del veicolo trainante. Tutte le predette unità devono essere dotate di gas refrigeranti con un GWP inferiore a 2.500”;

 Il contributo ammonta a:

  1. PER LE P.M.I: 10% del costo di acquisizione per le medie imprese, e del 20% di tale costo per le piccole imprese, con un tetto massimo di 5.000 € per ogni semirimorchio o autoveicolo specifico superiore a 7 ton allestito per trasporti in regime ATP, ovvero per ciascuna unità refrigerante/calorifera a superiore standard ambientale installata su tali veicoli. Le acquisizioni dei predetti beni devono inquadrarsi nell’ambito di un programma d’investimenti legato alla creazione di un nuovo stabilimento, l’ampliamento di uno esistente ecc..(art.3.6.a d.m);
  2. PER LE IMPRESE NON P.M.I.: €. 1.500 (somma che, secondo la valutazione ministeriale, rappresenta il 40% della differenza di costo con un veicolo/ equipaggiamento più innovativo).

 

ACQUISIZIONE DI 8 CASSE MOBILI  E UN RIMORCHIO E/O UN SEMIRIMORCHIO PORTACASSE MOBILI. Risorse destinate: 500.000  €.

Il contributo ammonta a: 8.500 € 

 

LE MAGGIORAZIONI DEI CONTRIBUTI (art. 3.8 d.m)

I provvedimenti confermano le due tipologie di maggiorazioni dei contributi, già in vigore nelle annualità precedenti. 

Pertanto, su espressa richiesta dell’impresa, è applicabile una maggiorazione del 10%, nelle seguenti ipotesi:

  • per gli investimenti effettuati da PMI, in veicoli a trazione non convenzionale, a trazione diesel Euro VI D Temp. 

in allegato alla domanda, gli interessati dovranno trasmettere una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, attestante il numero delle unità di lavoro dipendenti (ULA) e il volume del fatturato conseguito nell’ultimo esercizio fiscale;

  • per tutti gli investimenti, se effettuati da imprese aderenti ad una rete di imprese. In questo caso, alla domanda occorrerà allegare anche il contratto di rete di cui alla Legge 33 del 9.4.2009 

Queste maggiorazioni sono cumulabili e si applicano entrambe sull’importo netto del contributo.

 

PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

 

A partire dalle ore 10,00 del 26 Ottobre 2019 (giorno successivo all'entrata in vigore del d.m) ed entro le ore 16,00 del 31 marzo 2020, sara' possibile presentare istanza per la prenotazione delle risorse.

 

In particolare:

  • fino alle ore 16,00 del 12 dicembre 2019, le domande possono essere presentate esclusivamente attraverso posta elettronica certificata (pec) all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.     
    1. modello di istanza debitamente compilato in tutte le sue parti e firmato con firma digitale dal legale rappresentante o procuratore dell'impresa. 
  • copia del documento di riconoscimento in corso di validita' del legale rappresentante o procuratore dell'impresa;
  • copia del contratto di acquisizione dei beni oggetto d'incentivazione, comprovante quanto dichiarato nel modello di istanza, avente data successiva a quella di entrata in vigore del d.m (quindi, non prima del 26 ottobre 2019) e debitamente sottoscritto dalle parti. Il contratto dovra' inoltre essere firmato con firma digitale dal legale rappresentante o dal procuratore dell'impresa e contenere, nel caso di acquisto di rimorchi o semirimorchi, l'indicazione del costo di acquisizione dei dispositivi innovativi. 

Ai soli fini della formazione dell'ordine di prenotazione, faranno fede la data e l'ora di invio dell'istanza inoltrata tramite posta elettronica certificata (PEC).

All'interno della piattaforma, previo inserimento delle apposite credenziali rilasciate sempre dal predetto soggetto gestore (RAM):

  1. chi ha già richiesto il beneficio nei termini, sarà chiamato a confermare la domanda entro e non oltre le ore 16 del 31 gennaio 2020utilizzando il codice identificativo che verra' inviato all'interessato all'indirizzo PEC di trasmissione della domanda. Solo successivamente a detto adempimento, la domanda effettuata con prenotazione potrà considerarsi perfezionata, facendo salvi gli effetti della posizione acquisita. 

Decorso tale termine, le domande che non verranno confermate decadranno automaticamente liberando risorse e determinando lo scorrimento dell'elenco degli istanti (art.3.4 del d.d)

  1. chi, invece, non aveva fatto richiesta nei termini via PEC, potrà richiedere la misura compilando on line la domanda ed allegando la documentazione richiesta per questa prima fase (modello di istanza generato dal sistema informativo, con firma digitale del legale rappresentante; copia del documento del legale rappresentante; copia del contratto di acquisizione dei beni per i quali è chiesto l' incentivo – art. 3.3., sottoparagrafo 3.2 del d.d).

 

RENDICONTAZIONE DEGLI INVESTIMENTI 

Durante la fase di rendicontazione, tutti le imprese che hanno presentato domanda hanno l'onere di fornire la prova del perfezionamento dell'investimento.

Pertanto, a decorrere dal 1° Aprile p.v ed entro il termine ultimo del 15 Giugno 2020, le imprese  devono trasmettere (utilizzando l'applicazione che sarà diffusa sul sito web dell'Amministrazione, nella sezione dedicata all'autotrasporto, nella pagina: http://www.mit.gov.it/documentazione/autotrasporto-merci-contributi-ed-incentivi-per-lanno-2019-formazione-e-investimenti e sul sito della RAM):

  • la documentazione tecnica richiesta per la tipologia prescelta di investimento (come indicata agli articoli da 5 a 9 del d.d, ai quali si fa rinvio per gli approfondimenti);
  • la prova documentale dell'integrale pagamento del prezzo attraverso la produzione della relativa fattura debitamente quietanzata, da cui risulti il prezzo del bene e, per le acquisizioni relative a rimorchi e semirimorchi, anche il prezzo pagato per i dispositivi innovativi di cui all'art. 3, comma 5 lettera a) del d.m. Per I leasing occorre comprovare il pagamento dei canoni in scadenza alla data ultima per l’invio della documentazione.   

Per gli atti comprovanti l'acquisizione dei beni redatti in lingua straniera, a pena di esclusione, dovrà essere fornita la traduzione in lingua italiana a norma dell'art. 33 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445 in materia di documentazione amministrativa (4.2 d.d).

 

 

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