ministero delle infrastrutture e dei trasportiLa Divisione 6 della Direzione Generale Motorizzazione del MIT, con la circolare prot. RU/20851, ha fornito dei chiarimenti in merito ai casi di ricorsi giurisdizionali in materia di sospensione e revoca della patente per carenza di requisiti psicofisici, sulla base di valutazioni pronunciate dalle Commissioni mediche locali.

Più nello specifico, il MIT ha voluto sottolineare tre aspetti, di fondamentale importanza, sui quali sono le Commissioni mediche a giudicare e non il Ministero stesso. Ma entriamo più nel dettaglio:

 

  • Carenza di legittimazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel caso di impugnazione del solo giudizio della Commissione medica.

Secondo il MIT questa sua carenza di legittimazione deriva dal fatto che, a differenza di quanto sostenuto da diversi ricorrenti, non esiste alcun legame tra lo stesso ministero e le commissioni mediche che rappresentano, a tutti gli effetti, degli organismi del tutto autonomi sotto il profilo decisorio, organizzativo e funzionale. Da ciò ne deriva quindi che il MIT non può, in alcun caso, disattendere, modificare o annullare i giudizi delle Commissioni.

 

  • Discrezionalità tecnica del giudizio delle Commissioni mediche locali.

Tutte le decisione prese dalla Commissioni mediche locali, riguardo ai provvedimenti di revoca e sospensione delle patenti, sono insindacabili per il MIT. Questo perché, come spiegato nella nota, il giudizio della Commissione si fonda su nozioni scientifiche e su dati di carattere tecnico. Il Ministero, perciò, è tenuto solamente ad uniformarsi al giudizio delle Commissioni, trattandosi di un organismo autorizzato ad esprimersi sullo stato psicofisico di tutti coloro che si trovano alla guida.

 

  • Documentazione medica prodotta dal ricorrente.

Il parere della Commissione medica, espresso da specialisti, alla quale l’utente si rivolge per ulteriore accertamenti, non può essere considerato illogico. Le Commissioni, infatti, non sono vincolate da giudizi espressi da altre strutture sanitarie anche perché le stesse hanno esclusiva competenza circa la verifica dello stato psicofisico degli utenti alla guida, così come previsto dalla Legge.