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Sembrava un classico caso di ritardo burocratico.
Uno di quelli ai quali, come italiani, siamo talmente abituati da non preoccuparcene più di tanto.
Ed invece, sulla questione dell'approvazione, da parte della Commissione U.E. dei provvedimenti con cui, da parte del Governo italiano, si rimborzavano, almeno parzialmente, i trasportatori che avevano scelto di privilegiare un trasporto "ecologicamente corretto" scegliendo di utilizzare le "AUTOSTRADE DEL MARE", si è scatenato il finimondo.
Quella che era parsa come una delle più innovative maniere di evitare il tutto strada; di contribuire alla riduzione delle emissioni nocive; di provvederealla massimizzazione del benessere degli autisti - che, nel percorso dalla Sicilia verso il Nord Italia e viceversa, potevano godere di 12 ore di autentico riposo - ; di evitare in via preventiva i rschi di incidente derivanti dalla circolazione di migliaia di camion su strade indatatte e perennemente intasate, sembra essere divenuta, agli occhi della Commissione Europea, null'altro che l'ennesima maniera italiana di assicurare un furbesco vantaggio competitivo - e dunque illegittimo - ai propri trasportatori.
Così, mentre fino a qualche settimana fa gli ambienti ministeriali lanciavano messaggi tranquillizzanti addossando a Bruxelles le responsabilità per i riterdi nella erogazione di un Ecobonus che riguarda - lo vogliamo sottolienare - passaggi marittimi già effettuati e pagati dai trasportsatori da oltre un anno e mezzo, si scopre ora che la Commissione U.E. ha deciso la formale apertura di un'indagine tesa a verificare se, come essa ritiene, nella normativa sull'Ecobonus non si nasconda, in realtà, un Aiuto di Stato illegittimo.
Noi vogliamo sperare -lo sperano soprattutto i nostri trasportatori siciliani - che si tratti di un cattivo coordinamento tra il Govern Italiano e la Commissione e che quindi si possa risolvere in poche settimane una vicenda che altrimenti verrebbe a configurarsi come un autentico dramma.
Non osiamo neppure immaginare cosa significherebbe, in una Sicilia squassata dalla crisi, senza Governo Regionale e sotto il perenne ricatto dei "Forconi", una decisione europea che decretasse illegittime e quindi non erogabili, somme che i trasportatori hanno già contabilizzato, per le quali hanno ottenuto anticipazioni bancarie e che hanno consentito, in molti casi, la sopravvivenza di un trasporto siciliano, soprattutto quello più legato al trasporto di primizie, ortaggi e prodotti ortofrutticoli.
Per questo ci limitiamo a fornire lo "stato dell'arte": la lettera con cui Bruxelles avverte dell'apertura della procedura e quella - davvero apodittica - con cui il Ministero comunica che, in conseguenza delle decisioni comunitarie, ogni pagamento dell'Ecobonus è, per il momento (?) sospeso.
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