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Una tariffa minima di sicurezza continua a non esserci e i committenti - spesso associati a quella Confindustria, che l'accordo di giugno 2010 non ha firmato - continuano a scegliere i vettori sulla base del criterio del massimo ribasso, a prescindere da qualsiasi preocupazione circa la sicurezza e la qualità del trasporto così comprato.
Questa è la denuncia che ancora una volta, dai microfoni di Radio 1, interviststa dal giornalista Daniel Della Seta per la trasmissione L'ITALIA CHE VA, ha voluto "gridare" la Presidentessa di TRANSFRIGOROUTE ITALIAASSOTIR, Anna MANIGRASSO.
Certo, ora che si avvicinano le festività il trasporto cresce e il fatturato aumenta, ma ai trasportatori non interessa il fatturato. Interessa quanto di questi soldi - perlatro riscossi dopo 4 o 5 mesi, rimarrà loro in tasca e quanto, invece, dovrà essere utilizzato per pagare costi di produzione del servizio sempre crescenti.
Così come i 400 milioni di euro ancora una volta promessidal Governo per la categoria.
Promesse che si aggiungono a quelle di rinnovare l'ecobonus e seguono promesse di cuisono infarciti l'accordo di giugno 2010 e prima ancora gli accordi del giugno del 2008, del novembre del 2008, del giugno del 2009 e del dicembre del 2009.
Una litania di accordi - e di risorse spesso solo promesse - che non serviranno a risolvere il dato strutturale del settore: il fatto che si continui a viaggiare a prezzi di gran lunga inferiori ai costi e che ciò rappresenti - da parte dei committenti e di un Governo e di un Parlamento che non intervengono efficacemente per contrastare simile andazzo - un oggettivo incoraggiamento a quelle pseudo imprese che fanno dell'illegalità la loro ragione d'essere.
Mentre chi crede nella sicurezza e nella legalità è costretto troppo spesso ad abbassare la saracinesca, a licenziare i dpendenti e svendere camion costati tanti sacrifici.
Di fronte a tale stato di cose la Manigrasso invoca, ancora una volta, come ha già fatto più volte nel corso di questi anni - all'unità della categoria.
Ma, come dice la massima latina, “Deus amentat quos perdere vult”, che, detto in italiano corrente, vuol dire "Dio rimbecillisce chi vuole levarsi dattorno".
Tocca ai trasportatori, invece, fare in modo di levarsi dattorno chi li vorrebbe rimbecilliti e proni alle esigenze della committenza, in cambio, quando non vi sia altro, di vedersi assegnato qualche strapuntino in qesto o quel consesso di antichi tromboni
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